Come raccontarvi Bologna?
Mai sottovalutare Bologna!
È così facile da raggiungere che a volte non ci pensi… eppure ti basta poco, dopo essere sceso dal treno, per capire che ti accoglierà, ti stupirà, ti affascinerà con la sua storia, i suoi colori, i suoi sapori, i suoi misteri e la sua gente!
Come faccio a raccontarvi Bologna se non avete mai fatto un bagno di folla, vi siete rilassati sui gradini di una chiesa ad ascoltare buona musica, non siete entrati e usciti da chiese secolari, una più bella dell’altra, se non avete percorso chilometri sotto i suoi portici, fatto un’ora di fila per assaggiare i migliori tortellini che abbiate mai mangiato, vi siete persi tra le sue vie per poi orientarvi grazie alle torri, e infine vi siete arrampicati proprio si una di quelle torri e, col fiato corto, avete visto il mondo dall’alto?
Tante facce, tanti sorrisi, tanti monumenti, tante strade… ma cominciamo dai tanti soprannomi!

Bologna la Rossa!
La città medievale rivive nei colori dei muri, dei tetti, delle torri e dei campanili. Il rosso è il colore predominante di questa città!

Bologna la Grassa!
Tutta la tradizione romagnola, ma anche di più, tra tortellini fatti con la mortadella, tagliatelle al ragù bolognese, lasagne bolognesi e cotoletta alla bolognese… c’è da aggiungere altro?

Bologna la Dotta!
Qui fu fondata la più antica università del mondo occidentale e rende Bologna una città di studenti. Oggi è la seconda università d’Italia e la 160a nel mondo.

Bologna la Turrita!
Il profilo della città è dominato dalle torri: delle oltre 100 costruite in epoca medievale per dare lustro alle famiglie, oggi ne sopravvivono una ventina… e pendono tutte!
Siamo alla fine della Pianura Padana e a ridosso dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra le valli del fiume Reno (a ovest) e del torrente Savena (a est).
Bologna è il capoluogo dell’Emilia Romagna, posta al centro di un’area metropolitana di oltre un milione di abitanti.
Nota per le sue torri, i portici e uno dei centri storici meglio conservati d’Italia, ti colpisce per la vita che sprizza da tutti i suoi mattoni rossi, principalmente grazie all’esercito di giovani studenti che frequentano la più antica università del mondo occidentale.
Un po’ di storia
Come sempre, vi lascio giusto qualche cenno storico per godere meglio dell’architettura e delle tradizioni del luogo: per tutti gli approfondimenti del caso, vi rimando a letture più specializzate di queste pagine.
I primi insediamenti di Bologna risalgono al 3000 a.C., ovvero durante l’Età del Ferro, ad opera degli Etruschi Villanoviani. Per scoprire qualche curiosità in più sulle origini dei nomi, Felsina prima e Bologna poi, vi rimando a un apposito articolo nella sezione Storie, Miti e Leggende.
La città divenne nel tempo un importante centro urbano sotto gli Etruschi, i Celti e, successivamente, i Romani.
Come libero comune ebbe una storia molto travagliata nel Medio Evo, fino ad arrivare a Carlo Magno che la conquistò e la donò a papa Adriano I nel 774 d.C.
Al 1088 viene convenzionalmente fatta risalire la fondazione di quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale (lo Studium). Giuristi come Pepone, Accursio e Imerio resero famosa la scuola di giurisprudenza in tutta Europa.
A partire dal Cinquecento, fu la capitale settentrionale dello Stato Pontificio, coprendo un ruolo molto importante durante il Risorgimento. Con il plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860, fu annessa al Regno di Sardegna, che diventerà Regno d’Italia esattamente un anno dopo (17 marzo 1861).
Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu uno dei fulcri della Resistenza e pagò un pesante tributo di sangue, in termini di incursioni e bombardamenti, la propria opposizione alla Repubblica di Salò e agli invasori nazisti.
Fu celebre la battaglia di Porte Lame, combattuta il 7 novembre 1944, in cui i partigiani riuscirono a respingere le truppe della Repubblica Sociale Italiana e tedesche.
Oggi, a ricordo della battaglia, presso Porta Lame sono disposte due statue in bronzo di giovani partigiani (opera dell’artista Luciano Minguzzi), realizzate dalla fusione della statua equestre di Benito Mussolini che si trovava nell’attuale Stadio Renato Dall’Ara.
I canali di Bologna
Spero di dirvi una cosa che vi stupirà: Bologna è sempre stata una città d’acqua, una piccola Venezia che non ci ha creduto troppo e ha nascosto i propri canali.
Partiamo dall’inizio: Bologna sorge in una zona collinare e presenta un dislivello, entro le antiche mura, di circa 76 metri: questa pendenza favorisce lo scorrere delle acque, che nel Medioevo venivano usate per trasportare, lavare, irrigare, ma soprattutto per azionare le pale dei mulini lungo i canali. Fu così che, tra il XII ed il XVI secolo, vennero realizzate le chiuse di San Ruffillo e di Casalecchio, rispettivamente sul torrente Savena e sul fiume Reno. Queste due opere permisero di sviluppare una fitta rete di canali che si affiancò al torrente naturale Aposa per servire tutta la città. Per completare il quadro, i Romani costruirono un acquedotto interrato che prelevava l’acqua dal fiume Setta.
I canali di Bologna rispondevano a necessità vitali per l’economia e il prosperare della città:
- far funzionare i mulini ad acqua (nel 1600 si contavano centinaia di mulini);
- servire da mezzo di collegamento;
- avere una via di trasporto per il commercio per poter arrivare sul Po e nell’Adriatico;
- alimentare l’impianto fognario per la salubrità della città;
- canalizzare le acque dei torrenti appenninici, per regolarne il flusso e la portata ed evitare sorprese.
A partire dal Dopoguerra, negli anni Cinquanta, iniziò un’opera di bonifica dei quartieri della città che comprendeva la copertura della quasi totalità dei canali, per far spazio a strade, piazze e nuovi edifici.
Girando per il centro storico, si possono ancora veder spuntare chiuse e torrenti nascosti, ci si può ritrovare su ponticelli con la vista su un canale, oppure – ipotizzando un attimo di silenzio – si può sentire il rumore dell’acqua che scorre (come nel Ghetto Ebraico, sotto cui scorre l’Aposa, o all’incrocio tra via delle Moline e via Capo di Lucca, dove si può sentire il rombo del Salto del Reno).
Per rendervi conto dell’atmosfera caratteristica che doveva avere una Bologna con i canali, potete andare a vedere la “finestrella” a via Piella (la trovate anche nell’articolo sui segreti di Bologna) che offre una veduta sul Canale delle Moline (come dice il nome, qui vi erano dei mulini ad acqua per la lavorazione del grano), i ponti di via Oberdan e via Malcontenti e, alla fine di via della Grada vicino alle mura, lo spazio espositivo “I canali di Bologna“, realizzato sul canale di Reno, di fronte alla chiusa della Grada.
I portici di Bologna
Bologna è la città dei portici per eccellenza: quasi 40 chilometri nel solo centro storico, per totalizzarne 68 se si contano anche quelli fuori le mura.
Oltre a conferire un aspetto caratteristico alla città, sono una vera e propria metropolitana all’aperto poiché permettono di raggiungere ogni punto della città con qualsiasi tempo, restando sotto un percorso coperto.
Dato il clima, specialmente nei mesi invernali, questi spazi diventano anche un luogo privilegiato di incontro tra le persone e favoriscono l’attività commerciale dei negozi disposti sotto la loro protezione.
La loro origine è dovuta principalmente all’espansione accelerata della città nel tardo Medioevo: per aumentare le cubature delle case sfruttando gli spazi già edificati, si cominciarono a espandere i piani superiori utilizzando delle “balconate” sorrette da pali di legno. Successivamente questi ponteggi diventarono i portici in pietra e colonne che oggi conosciamo.
Vi sarà facile riconoscere i portici di diverso stile, medievale, rinascimentale o moderno.
Da Porta Saragozza al Santuario della Madonna di San Luca, sul Colle della Guardia, c’è il portico più lungo del mondo, con le sue 666 arcate distribuite lungo 3.796 metri.
Dal 2021, i portici di Bologna sono stati riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
La scheda della Città
- Superficie: 140,86 km²
- Abitanti: 392.809 (30-5-2022)
- Densità: 2.788,65 ab./km²
- Altitudine: 54 m s.l.m.
- Nome abitanti: bolognesi, felsinei o petroniani
- Patroni: San Petronio, Santa Caterina de’ Vigri
- Festa patronale: 4 ottobre
- Prefisso: 051
- Motto: Libertas
Siti utili
♦ Comune di Bologna
Sito istituzionale del Comune di Bologna.
♦ Bologna welcome
Sito ufficiale di informazione turistica di Bologna.
Qui è possibile prenotare le visite ai principali siti della città.
♦ tper.it
Sito ufficiale del TPER – Trasporto Passeggeri Emilia Romagna. Gestisce il trasporto pubblico nel territorio di Bologna.






