Una storia travagliata
Benvenuti al castello di Kanazawa, o Kanazawa-Jo, quello che fu detto il castello dei mille tatami!
L’esigenza di avere un castello a Kanazawa nasce nel 1583 quando i daimyo inviati da Oda Nobunaga per presidiare i territori conquistati devono dare un segno del nuovo potere alla cittadinanza. In questo caso, il clan Maeda deve comunicare visivamente che il dominio del precedente governo buddhista è terminato e costruisce la prima versione del Kanzawa-jo (金沢城).
Non ti saranno sfuggite le parole “prima versione” perché, anche se arriveremo a una struttura così grande da essere soprannominata “il castello dei 1000 tatami“, io la chiamerei più “il castello mai ‘na gioia“. Questo perché le continue ristrutturazioni furono guidate principalmente da una serie di catastrofi che accompagnarono la storia di questo luogo:
- 1592: a seguito della battaglia di Bonroku, il castello subisce ingenti danni e deve essere riedificato, ma vi si aggiunge il fossato.
- 1602: si ha notizia di un incendio significativo per cui side deve rimettere mano alla struttura.
- 1620: secondo incendio che devasta il castello e ne obbliga la ricostruzione.
- 1631: ancora un incendio.
- Tra il 1750 e il 1759 (non sono riuscito a risalire alla data precisa) un forte terremoto ha provocato danni strutturali importanti al castello.
- 1759: c’è il “grande incendio di Kanazawa” che coinvolge gran parte della città… poteva scampare il castello?
- 1881: l’ennesimo “grande incendio” distrugge la torre principale (tenshu).
Insomma, tra gli incendi, le battaglie, le calamità naturali e i progetti di ampliamento apportati dal clan Maeda nei 300 anni di dominio, il castello non ebbe pace. La buona notizia è che ogni volta risorgeva rinnovato, ampliato e con innovazioni che gli permisero di adattarsi alle esigenze difensive per stare al passo coi tempi.
Un restauro ben fatto
A partire dagli anni ’90 è stato messo in atto un progetto di ristrutturazione degno di lode in quanto fonde le strutture originali preservate nel tempo con ricostruzioni eseguite ad arte utilizzando le stesse tecniche e gli stessi materiali del castello originale. Prima di accedere alla parte museale visitabile, infatti, c’è una sezione di muro che mostra la tecnica utilizzata con legno e pietra che dà all’intera struttura un carattere di spettacolarità unica nel suo genere.
Qui non troverete, quindi, il cemento armato del castello di Osaka, né la classica torre centrale detto “tenshu”, ovvero il mastio, a più piani tipica di castelli come Himeji o Matsumoto. Quel che resta della struttura originale famosa per la sua grandezza è “solo” (sono ironico perché è tanta roba) un edificio a due piani che si svolge per lunghezza a ridosso del fossato e rappresenta la difesa esterna della parte nobile della fortezza, dato che di affaccia sul sannomaru (三の丸), ovvero la spianata più esterna in cui solitamente si trovavano le abitazioni dei vassalli.
Purtroppo il tenshu (mastio) che si trovava nell’honmaru (本丸, il cortile più interno e più protetto dei castelli giapponesi) non è mai stato ricostruito.
>Agli estremi del lungo edificio ci sono due torri di guardia nelle quali è possibile accedere durante la visita, che vi consiglio assolutamente: non so se si è capito, ma ho adorato questo posto perché ogni sua parte “profumava” di storia e per la meticolosità con cui i restauri hanno rispettato l’architettura e la struttura originale.
Quando si entra, dopo aver pagato un biglietto che, tutto sommato, ho trovato economico (ti consiglio la tariffa combinata che vi dà anche l’accesso al parco Kenrokuen), bisogna lasciare le scarpe e proseguire a piedi.
>Lo scricchiolio dei pavimenti, l’odore del legno e i giochi della luce solare che filtra delle feritoie dopo essersi riflessa nel fossato, regalano un’esperienza immersiva unica, complice il fatto che non c’è mai troppa gente e quindi regna il silenzio.
Come arrivare
Partendo dalla stazione di Kanazawa, raggiungere il Castle Park è molto semplice:
Se avessi voglia di fare una passeggiata a piedi, prendi il viale principale di fronte al grande torii Tsuzumi-mon e vai sempre dritto seguendo le indicazioni: in questo modo potresti raggiungere le rovine in circa mezz’ora. Dico “potresti” perché a metà del cammino c’è l’Omicho Market e ogni buon proposito di tirare dritto andrà a farsi benedire!
Se preferissi andare col servizio pubblico, ti consiglio di prendere i bus della linea Kanazawa Loop Bus (LL o RL) e scendere alla fermata Kenrokuen-shita o Kanazawa Castle.
Il viaggio dura circa 10-15 minuti e in entrambi i casi dovrai aggiungere una decina di minuti a piedi.
La seconda stazione è a metà strada tra il Castello e il Giardino Kenrokuen, nel caso tu voglia abbinare le due visite.



Il clan Maeda abitò il castello dal 1583 al 1869, per quattordici generazioni. Nel periodo Meiji (1868-1912) il castello divenne un quartier generale per l’esercito giapponese. Successivamente, fino al 1996, l’area venne utilizzata dall’Università di Kanazawa.
Dai primi anni del nuovo secolo è partito un importante lavoro di restauro e ricostruzione che vuole riportare il visitatore al periodo dei fasti di questa struttura imponente. Il lavoro è meticoloso e, a differenza dia altri siti storici giapponesi, lo si sta portando avanti utilizzando le stesse concezioni architettoniche, le stesse tecniche e gli stessi materiali della costruzione originale. Per questa ragione potrebbe sembrarti di essere in un cantiere aperto, ma ti assicuro che la parte terminata e visitabile vale l’essere venuto fin qui.
Anche se non volessi entrare a visitare le strutture restaurate, una passeggiata nel parco è un’esperienza da fare assolutamente durante la tua visita di Kanazawa! Dal 2015 è possibile passeggiare gratuitamente nel sentiero che circonda lo stagno del giardino giapponese Gyokusenin-Maru (la parola “maru” sta quasi sempre a indicare qualcosa di circolare… ma per questo dettaglio tu rimando al box in questa pagina dal titolo “il suffisso Maru“).
Un altro stagno è presente presso lo Shisseien Garden, meno scenografico rispetto al precedente, ma ricchissimo di piante acquatiche e tante varietà di libellule.
Come in ogni sito turistico del Giappone, non mancano vending machine con le bibite e bagni gratuiti e ben curati (il più comodo è accanto all’ingresso del Gojukken Najaya).
Kanazawa-jo
Link utili
-
Visit Kanazawa – Pagina ufficiale dell’ufficio del turismo:
https://visitkanazawa.jp/en -
Kanazawa Castle Park – Pagina di dettaglio dell’ufficio del turismo dedicata al parco:
https://visitkanazawa.jp/en/attractions/detail_10060.html -
Kanazawa Castle & Kenroku-en Garden – Dal sito della Prefettura di Ishikawa:
https://www.pref.ishikawa.jp/siro-niwa/english/info.html -
Kanazawa Castle – Sezione dettagliata sul sito della Prefettura di Ishikawa:
https://www.pref.ishikawa.jp/siro-niwa/kanazawajou/e/kanazawa_castle/outline.html
Deposito Sanjikken Nagaya
La costruzione più evidente al centro del parco è il Deposito Gojukken Najaya (五十間長屋), un lungo edificio rettilineo che unisce le due postazioni di vedetta: la Torretta Hishiyagura e la Torretta Hashizumemon Tsuzuki. Per accedere a questa visita è necessario acquistare il biglietto all’ingresso, a meno che non abbiate già quello combinato con il vicino giardino Kenrokuen.
Dopo aver lasciato le scarpe nell’area di accoglienza, potrai visitare in totale libertà gli edifici secondo un percorso obbligato che ti porterà a calpestare i pavimenti in legno di due piani del lungo magazzino e delle due torrette di guardia. In questi ampi spazi veniva immagazzinato il riso essiccato e riposte le armi.
Durante il cammino troverai schermi con video esplicativi, illustrazioni e foto d’epoca e spazi espositivi che raccontano la storia del castello e le tecniche di costruzione utilizzate.
Per un effetto “macchina del tempo“, ti consiglio di cercare le feritoie orizzontali nei pavimenti a ridosso delle mura, che venivano usate per gettare materiale sulle teste dei nemici: la vista sul fossato è spettacolare.
L’esperienza più bella della visita, secondo me, è vivere quell’atmosfera fuori dal tempo che coinvolge tutti i sensi:
- tatto: toccare le travi e camminare sui pavimenti in legno;
- udito: sentire lo scricchiolio delle strutture, sia intorno che sotto i nostri piedi;
- olfatto: essere avvolti dall’odore del legno
- vista: rubare scorci della città attraverso le feritoie e le finestre e restare estasiati dai giochi di luce del sole che penetra tra le feritoie.
- no, per il gusto non c’è nulla, a meno che non vi venga in mente di leccare le travi. Però, appena fuori dall’ingresso, troverete le immancabili vending machine indispensabili per reidratarvi.
Io sono stato in visita ad agosto, e quindi ricordo questo luogo come una piacevole oasi per ripararmi dal sole battente dell’estate giapponese, ma da alcuni commenti lasciati da altri visitatori ti segnalo che in inverno potrebbe fare freddo e, non essendoci il riscaldamento a pavimento, conviene portare un paio di pantofole pulite da interno.
Le porte di accesso al Kanazawa-jo
Alcune delle porte di accesso alla fortezza sono state ricostruite e rivestono, oltre che un un interesse storico, le vie di accesso al parco.
Una di queste è la porta Kahoku-mon (河北門) è uno dei punti di ingresso al parco del Castello di Kanazawa e già da sola dà l’idea delle possenti difese rappresentate dalle mura in epoca feudale.
>Si tratta di una ricostruzione ma, come detto precedentemente, ha l’ambizione di essere fedele alla struttura originale dell’epoca feudale in cui regnava il clan Maeda e dà testimonianza dell’estetica del periodo Edo.
Le grandi travi che si incastrano nelle solidissime mura di pietra, le passerelle rialzate per permettere ai soldati di presidiare le mura e le imponenti porte fatte di legno ed elementi di rinforzo di ferro battuto suggeriscono che grado di resistenza agli attacchi potesse offrire questo livello di difesa e quale attenzione fosse posta al punto di accesso.
È possibile salire gratuitamente nella parte rialzata (c’è anche una rampa per le sedie a rotelle e i passeggini)) e vedere da vicino per prospettivi diverse questa struttura Alcune parti delle mura sono state lasciate aperte: non so se ho avuto la fortuna di assistere a un “work in progress”, ma questa caratteristica mi ha permesso di capire come venissero riempite le pareti per renderle solide e inattaccabili, utilizzando grandi pietre tra pareti di assi e corde.
Per le altre porte di accesso non mi dilungo perché valgono più o meno le stesse considerazioni: si tratta della Nezumita-mon Gate (金沢城 鼠多門), in direzione del Santuario di Oyama, e della Ishikawa-mon Gate (金沢城 石川門), sul lato dei giardini Kenroku-en. Le strutture sono affascinanti, ciascuna con le proprie caratteristiche, e sarebbe bello poterle vedere tutte, ma ciascuno faccia i conti col tempo, il clima e le proprie forze.
Questione di particolari
Una curiosità del Kanazawa-jo sono le sue tegole.
>Non vi so dire quando fu introdotta questa caratteristica, ma sicuramente dopo l’invenzione della polvere da sparo: le tegole che ricoprono i tetti del castello sono fatti di piombo e sembra che il motivo sia duplice.
>La prima motivazione attinge dalla storia travagliata di questo edificio, che ha visto più incendi che ricevimenti: la struttura in piombo avrebbe protetto il tetto in legno da eventuali attacchi esterni diminuendo la probabilità di esposizione alle fiamme.
La seconda ragione ha del genio: in caso di assedio prolungato, le tegole avrebbero potuto essere fuse all’interno del castello per farne proiettili.
Un’altra curiosità di questo luogo è il primato di avere la più grande varietà di muri di pietra di qualsiasi altro castello del Giappone. Sono stati usati, infatti, stili e tecniche diverse che vanno da incastri meticolosi che sembrano mosaici a roccaforti grezze fatte per resistere al tempo e agli attacchi. Per questa sua eterogeneità, il parco del castello è considerato un vero e proprio “museo dei muri di pietra“.

Il suffisso “Maru”
Utilizzo questo spazio per una piccola curiosità sul lessico e le tradizioni giapponesi.
>In questa pagina ti ho segnalato che nel parco del Castello di Kanazawa è possibile visitare uno splendido giardino che ha al centro un laghetto e, tutto intorno, un sentiero che lo circonda. Il giardino prende il nome di Gyokusenin Maru Garden.
>Non ti sarà sfuggito il suffisso “maru” nel nome: in questo caso, con tutta probabilità, indica il fatto che la struttura della passeggiata è “circolare”, poiché maru in giapponese significa “cerchio” e si indica col kanji 丸.
width=”150″ height=”150″ />Se sei un nerd appassionato di Star Trek come me, la tua mente non potrà che essere andata al nome della nave Kobayashi Maru utilizzata nei test attitudinali della Flotta Stellare, famosa per non avere alcuna soluzione ma necessaria a stabilire la capacità di un cadetto di prendere una decisione in tempi brevi assumendosene la responsabilità. Io e te sappiamo anche che il Capitano Kirk superò il test imbrogliando, ma questa è storia.
L’uso di mettere il suffisso “maru” nei nomi delle navi, comunque, non fu un’invenzione dello sceneggiatore Gene Roddenberry ma si ritrova nelle tradizioni giapponesi. Si racconta, infatti, che l’incertezza e le difficoltà di un viaggio per mare spingessero i marinai a inserire questo kanji nel nome dell’imbarcazione per dare una scaramantica idea di “circolarità”, ovvero la speranza di fare ritorno. La parola Maru nel nome di una nave, in altre parole, serve a contrastare la sfortuna e a dare una speranza di “chiudere il cerchio” con il ritorno nel porto di partenza.


26 comments
Create unlimited QR codes for URLs, text, WiFi, and more – completely free with no registration required. Professional QR code generator with custom designs, frames, and multiple formats.
图南坊是一个专业的在线工具平台,提供内容创作、素材生成、图片处理、AI工具等多种实用功能。帮助用户提升工作效率,简化创作流程,让复杂任务变得简单高效。
Free date calculator. Find any date from today – 7, 14, 30, 60, 90, 120, 180 days ahead. Calculate weeks, months, business days, and holidays. Easy planning tool.
让承诺,秒级兑现。专业的AI Prompt管理平台,帮助开发者创建、组织和优化AI对话模板,提升AI协作效率。
It is in point of fact a great and helpful piece of info. I’m glad that you shared this helpful information with us. Please keep us informed like this. Thanks for sharing.
Well I really enjoyed reading it. This subject offered by you is very effective for good planning.
I wanted to thank you for this great read!! I definitely enjoying every little bit of it I have you bookmarked to check out new stuff you post…
Thank you so much for your comment! I hope I can always offer you good content, even if I know that you can’t please everyone! 🙂
Thank you so much for your comment: I had to stop for a while, but I’m already writing new content. I hope I never disappoint you! 🙂
Wow that was odd. I just wrote an incredibly long comment but after I clicked submit my comment didn’t show up. Grrrr… well I’m not writing all that over again. Anyway, just wanted to say superb blog!
I’m so sorry for the inconvenience! This is a “handmade” site and sometimes it makes some jokes. Thanks, anyway, for your appreciation: I will try to do better and better!
Hello, Neat post. There’s an issue with your site in internet explorer, may test thisK IE still is the marketplace leader and a good part of folks will omit your great writing because of this problem.
Thanks for letting me know. I’ll try to figure out what the problem is and fix it ASAP!
I’ve recently started a site, the info you offer on this site has helped me tremendously. Thank you for all of your time & work. “The man who fights for his fellow-man is a better man than the one who fights for himself.” by Clarence Darrow.
Good write-up, I’m regular visitor of one’s site, maintain up the excellent operate, and It’s going to be a regular visitor for a long time.
You actually make it seem so easy together with your presentation but I find this matter to be actually one thing that I feel I might by no means understand. It seems too complex and extremely extensive for me. I’m having a look ahead for your subsequent post, I’ll attempt to get the cling of it!
This is a very good tips especially to those new to blogosphere, brief and accurate information… Thanks for sharing this one. A must read article.
I visited a lot of website but I conceive this one contains something special in it in it
I’m not that much of a online reader to be honest but your sites really nice, keep it up! I’ll go ahead and bookmark your website to come back in the future. Cheers
Hi there! Someone in my Facebook group shared this website with us so I came to take a look. I’m definitely enjoying the information. I’m book-marking and will be tweeting this to my followers! Exceptional blog and outstanding style and design.
I like what you guys are up too. Such smart work and reporting! Keep up the superb works guys I have incorporated you guys to my blogroll. I think it will improve the value of my site :).
You have noted very interesting points! ps nice website . “The length of a film should be directly related to the endurance of the human bladder.” by Alfred Hitchcock.
I’ve been absent for some time, but now I remember why I used to love this site. Thank you, I will try and check back more frequently. How frequently you update your web site?
F*ckin’ tremendous things here. I’m very happy to see your post. Thank you so much and i am taking a look ahead to touch you. Will you kindly drop me a mail?
Thanks for sharing excellent informations. Your site is so cool. I’m impressed by the details that you have on this web site. It reveals how nicely you understand this subject. Bookmarked this web page, will come back for more articles. You, my pal, ROCK! I found simply the info I already searched all over the place and just couldn’t come across. What a perfect web site.
Admiring the dedication you put into your website and detailed information you provide. It’s good to come across a blog every once in a while that isn’t the same outdated rehashed material. Wonderful read! I’ve saved your site and I’m including your RSS feeds to my Google account.